Droni

L’impiego dei Droni nell’Agricoltura

Negli ultimi vent’anni in Italia, si è osservato un incremento graduale dell’uso delle tecnologie digitali nell’agricoltura, con l’obiettivo di migliorare la qualità della gestione. Il monitoraggio, ovvero l’osservazione continua o a intervalli prefissati di un fenomeno specifico, in agricoltura si concentra sulla raccolta di dati legati ai processi produttivi implementati dalle aziende. In questo ambito, si possono identificare tre forme di monitoraggio: ambientale, operativo e colturale.

Definizione dei Droni

Nell’ambito del monitoraggio delle colture, una soluzione che offre tempestività, flessibilità e una risoluzione spaziale adeguata è l’uso dei droni. Dal punto di vista tecnologico, i droni, o “APR” (Aeromobili a pilotaggio remoto), possono essere classificati in base al carico che possono trasportare e all’altitudine che possono raggiungere. I dispositivi ideali per l’uso agricolo sono noti come Micro/MiniUAS, capaci di portare un carico da 0,1 a 30 kg e di raggiungere un’altitudine massima di 300 metri.

Benefici dell’Uso dei Droni

Dal punto di vista operativo, i vantaggi principali dei droni includono la flessibilità di utilizzo secondo le necessità, l’intervento rapido, la risoluzione spaziale elevata (un’immagine ad alta risoluzione, scattata con un drone a 60 metri di altezza, può avere una distanza di 2 cm tra due pixel adiacenti), una vasta gamma di camere multi e iperspettrali e altri sensori come scanner laser, telecamere termiche, telecamere RGB, e costi operativi contenuti. Tuttavia, essendo dispositivi di monitoraggio che eseguono remote sensing a distanza ravvicinata, le sfide principali riguardano la necessità di correggere le immagini tenendo conto del fatto che la riflettanza della coltura varia in base alla luminosità della giornata e all’orario di rilevamento. Quest’ultimo problema può essere risolto effettuando voli a bassa quota (1,5-2 metri), permettendo l’uso di sensori attivi (ovvero capaci di illuminare la coltura con luce polarizzata a impulsi) con calcolo immediato dell’indice vegetativo e minimizzando l’influenza delle condizioni ambientali.

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Utilizzo Pratico dei Droni

Praticamente, oltre al monitoraggio, il drone può essere utilizzato per alcune attività di controllo operativo, come ad esempio la distribuzione mirata di ovuli contenenti uova di Trichogramma brassicae, un parassita della piralide, in campi di mais. In questo contesto, è importante evidenziare alcune criticità: dal punto di vista hardware, la durata limitata delle batterie (in alcuni casi non superiore a 15-20 minuti); la necessità di assicurare l’affidabilità totale nella registrazione dei dati e nel loro eventuale trasferimento a terra in tempo reale; l’impatto della normativa Enac sull’uso dei droni in agricoltura; e la mancanza, sul mercato, di software completi e facili da usare per la gestione e l’elaborazione dei dati raccolti. Infine, per fornire un servizio realmente utile agli agricoltori, è necessario un lavoro di squadra tra le diverse professionalità coinvolte (compagnie di servizi, agronomi, agromeccanici), ricordando che il drone può essere un ottimo strumento di raccolta dati, ma è fondamentale l’expertise tecnica dell’esperto per analizzarli correttamente e prescrivere l’intervento più appropriato per garantire colture sempre più sostenibili dal punto di vista qualitativo, economico e ambientale.

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